Sempre nella stessa piazza, dove ormai il dolore capeggia,
spiazza e vagheggia, senza senso coi pensieri e il sangue,
a tre metri dal cadavere esangue, e immane, vetri infranti e lacrime amare.
Stiamo morendo mentre muori, il criminale è qui fuori...
libertà regalata da una giustizia comprata, e la faccenda dai più è dimenticata.
Ma a mio figlio potrò dire: io l'ho raccontata.
Forse vedo tutto nero, ma ciò che dice il mio pensiero io lo scrivo perchè ci credo,
perchè Carletto è morto davvero, la faccia spaccata, sfondata,
che tradisce un volto giovane e spaventato...
e me ne sbatto il cazzo degli altri, io l'ho raccontato.
Contro la manipolazione mediatica, contro lo stretto controllo operato dai governi verso i sistemi di informazione, per raccontare, rivelare e scoprire idee e notizie. Hope in freedom, forever.
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martedì 20 settembre 2011
domenica 4 settembre 2011
Poesia di un solitario in Africa
Quante volte ho sognato questi luoghi,
quante volte ho immaginato questo cielo,
sono qui ora, e ho davanti il panorama per intero...
e passare dalle vie affollate,
dalle corse più sfrenate
qui piangono i bambini, e le mamme? Disperate.
Ma in ogni caso c'è speranza, quella è l'ultima a morire,
la mia è che qui la gente impari a sorridere,
chiedo che l'Africa ritorni a vivere...
quante volte ho immaginato questo cielo,
sono qui ora, e ho davanti il panorama per intero...
e passare dalle vie affollate,
dalle corse più sfrenate
qui piangono i bambini, e le mamme? Disperate.
Ma in ogni caso c'è speranza, quella è l'ultima a morire,
la mia è che qui la gente impari a sorridere,
chiedo che l'Africa ritorni a vivere...
venerdì 26 agosto 2011
Un modo diverso di vivere
Per 18 anni, tutta la mia vita, la mia esistenza é stata un eterogeneo miscuglio di capitalismo, corse sfrenate per raggiungere qualcosa, arrivismo in generale.
Che sorpresa, in parte aspettata certo, ma non con tal vigore, quando arrivando in Africa per la prima volta, mi sono accorto di come le cose qui siano nettamente differenti.
Non dico che siano migliori, ormai la mia capacità di giudizio è troppo infettata dal mio vecchio stile di vita per poter affermare questo, anzi ora come ora sono capace di "odiare" questo modo di vivere, ma di sicuro c'è qualcosa che sa di poesia e che riporta il nostro animo alla lucentezza e agli albori della preistoria, quando l'uomo doveva preoccuparsi solo di vivere, e dentro di sè era libero come non mai...
Purtroppo sono costretto dalla mia coscienza di occidentale a fare un'analisi il più obiettiva possibile di questa esistenza, e i risultati sono più negativi che positivi, con alta mortalità infantile, malattie, povertà, arretratezza in tutti i campi, ignoranza...sembra che il mondo riesca qui a dare il peggio di sé.
Eppure c'è qualcosa che riesce ad affascinare ugualmente uno spettatore pure colpito da tante accezioni negative di questa realtà, e questo rende ancora maggior merito alle poche ma grandi virtù di questo paese...
C'è qualcosa nell'essere svegliati la mattina dal canto del gallo, nell'osservare i paesaggi sterminati di questo angolo di mondo, nei richiami della moschea prolungati nei vasti e taciti silenzi...qualcosa che forse noi, con tutte le nostre comodità e i nostri lussi, abbiamo perso per sempre.
Che sorpresa, in parte aspettata certo, ma non con tal vigore, quando arrivando in Africa per la prima volta, mi sono accorto di come le cose qui siano nettamente differenti.
Non dico che siano migliori, ormai la mia capacità di giudizio è troppo infettata dal mio vecchio stile di vita per poter affermare questo, anzi ora come ora sono capace di "odiare" questo modo di vivere, ma di sicuro c'è qualcosa che sa di poesia e che riporta il nostro animo alla lucentezza e agli albori della preistoria, quando l'uomo doveva preoccuparsi solo di vivere, e dentro di sè era libero come non mai...
Purtroppo sono costretto dalla mia coscienza di occidentale a fare un'analisi il più obiettiva possibile di questa esistenza, e i risultati sono più negativi che positivi, con alta mortalità infantile, malattie, povertà, arretratezza in tutti i campi, ignoranza...sembra che il mondo riesca qui a dare il peggio di sé.
Eppure c'è qualcosa che riesce ad affascinare ugualmente uno spettatore pure colpito da tante accezioni negative di questa realtà, e questo rende ancora maggior merito alle poche ma grandi virtù di questo paese...
C'è qualcosa nell'essere svegliati la mattina dal canto del gallo, nell'osservare i paesaggi sterminati di questo angolo di mondo, nei richiami della moschea prolungati nei vasti e taciti silenzi...qualcosa che forse noi, con tutte le nostre comodità e i nostri lussi, abbiamo perso per sempre.
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