Contro la manipolazione mediatica, contro lo stretto controllo operato dai governi verso i sistemi di informazione, per raccontare, rivelare e scoprire idee e notizie. Hope in freedom, forever.
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lunedì 26 settembre 2011
Ecco il coraggio
A questo ragazzo va tutta la mia stima, perchè non bisogna avere mai paura di rispondere ai padroni. Perchè i padroni non esistono, e siamo in un Paese almeno in teoria libero, dove il diritto a manifestare e la legittima difesa sono diritti tutelati dalla Costituzione. A.C.A.B.
lunedì 5 settembre 2011
Film sui Fatti di Genova alla mostra del cinema di Venezia
In questi giorni mi sono occupato molto di due argomenti: Amnesty International con le sue battaglie per i diritti umani, e i fatti di Genova 2001 in quanto sono passati 10 anni da quegli eventi.
Ebbene ancora una volta i due argomenti si intrecciano, perchè Amnesty International si era già occupata del mancato rispetto da parte della polizia dei diritti umani in Italia (vedi qui http://attivismolibero.blogspot.com/2011/09/appello-amnesty-per-diritti-umani-e.html).
Questa volta Amnesty è intervenuta nuovamente nella vicenda "forze dell'ordine in Italia" lanciando alla mostra del cinema di Venezia un film chiamato "Black Bloc", che parla di quei tragici giorni di luglio 2001 e ripercorre passo passo le infamie compiute dalle forze di polizia e carabinieri italiani.
Il film rappresenta l'ulteriore tentavivo da parte di Amnesty di far rispettare le leggi anche ai controllori delle stesse, e garantire un processo equo ai membri delle forze armate, cosa mai accaduta in Italia...
Ebbene ancora una volta i due argomenti si intrecciano, perchè Amnesty International si era già occupata del mancato rispetto da parte della polizia dei diritti umani in Italia (vedi qui http://attivismolibero.blogspot.com/2011/09/appello-amnesty-per-diritti-umani-e.html).
Questa volta Amnesty è intervenuta nuovamente nella vicenda "forze dell'ordine in Italia" lanciando alla mostra del cinema di Venezia un film chiamato "Black Bloc", che parla di quei tragici giorni di luglio 2001 e ripercorre passo passo le infamie compiute dalle forze di polizia e carabinieri italiani.
Il film rappresenta l'ulteriore tentavivo da parte di Amnesty di far rispettare le leggi anche ai controllori delle stesse, e garantire un processo equo ai membri delle forze armate, cosa mai accaduta in Italia...
domenica 4 settembre 2011
Appello Amnesty per diritti umani e polizia in Italia
Dieci anni fa a Genova le forze dell'ordine italiane hanno sorpreso il mondo intero effettuando un'escalation di abusi, torture e violenze di ogni tipo contro ogni manifestante che si sono trovati davanti.
Le mille testimonianze, le foto e i video, a migliaia, hanno convinto Amnesty International e non solo a inviare ripetuti appelli al governo italiano affinchè vengano assicurati il rispetto della persona e dei diritti umani anche dalle forze dell'ordine.
Eppure nonostante il mondo intero aborrisca le azioni di carabinieri e polizia in quel giorno, nonostante sia stato provato l'omicidio cruento e corredato di mutilazione al cadavere di Carlo Giuliani, nonostante gli orrori perpetrati dai paramilitari italiani nella Diaz, ancora oggi non si è avuta giustizia.
Ancora oggi non sono in carcere i poliziotti che hanno preso parte a quelle giornate arricchendole di sangue e violenza gratuita.
Ancora oggi la legge italiana non permette l'identificazione dei membri delle forze dell'ordine in azione, e non garantisce un processo equo ed imparziale per essi.
http://www.amnesty.it/italia_polizia_operazione_trasparenza firmate l'appello per Amnesty a questo link per richiedere un cambiamento al governo italiano, per cercare di avere giustizia.
Chiudo con questa immagine trovata sul web, credo che le parole non possano esprimere il mio disprezzo per coloro che non valgono come uomini, e nemmeno come bestie.
Le mille testimonianze, le foto e i video, a migliaia, hanno convinto Amnesty International e non solo a inviare ripetuti appelli al governo italiano affinchè vengano assicurati il rispetto della persona e dei diritti umani anche dalle forze dell'ordine.
Eppure nonostante il mondo intero aborrisca le azioni di carabinieri e polizia in quel giorno, nonostante sia stato provato l'omicidio cruento e corredato di mutilazione al cadavere di Carlo Giuliani, nonostante gli orrori perpetrati dai paramilitari italiani nella Diaz, ancora oggi non si è avuta giustizia.
Ancora oggi non sono in carcere i poliziotti che hanno preso parte a quelle giornate arricchendole di sangue e violenza gratuita.
Ancora oggi la legge italiana non permette l'identificazione dei membri delle forze dell'ordine in azione, e non garantisce un processo equo ed imparziale per essi.
http://www.amnesty.it/italia_polizia_operazione_trasparenza firmate l'appello per Amnesty a questo link per richiedere un cambiamento al governo italiano, per cercare di avere giustizia.
Chiudo con questa immagine trovata sul web, credo che le parole non possano esprimere il mio disprezzo per coloro che non valgono come uomini, e nemmeno come bestie.
sabato 3 settembre 2011
Manuel Gutierrez, il nuovo Carlo Giuliani
Il 25 agosto, appena 9 giorni fa, uno studente cileno di 16 anni di nome Manuel Gutierrez è morto a Santiago durante una manifestazione, dopo essere stato colpito al petto da un colpo di arma da fuoco.
Gli esperti balistici hanno precisato che il proiettile è stato sparato da un sergente di polizia, che durante le prime versioni dei fatti aveva dichiarato di aver sparato un colpo in aria.
Secondo la legge cilena, però, dato che un poliziotto è accusato di omicidio, sarà il tribunale militare (tristemente famoso per la sua parzialità) ad assumersi l'onere dell'inchiesta sulla morte di Manuel.
Inutile dire che se non cambierà la legge cilena sarà praticamente impossibile che il sergente di polizia venga arrestato per omicidio, peraltro di minore.
Ancora una volta ci troviamo dinanzi alla morte di un manifestante, e ancora una volta l'assassino è il poliziotto.
E proprio quest'anno sale a 10 l'anniversario della morte del nostro Carletto...
Chiediamo sempre e solo giustizia uguale per tutti!
Gli esperti balistici hanno precisato che il proiettile è stato sparato da un sergente di polizia, che durante le prime versioni dei fatti aveva dichiarato di aver sparato un colpo in aria.
Secondo la legge cilena, però, dato che un poliziotto è accusato di omicidio, sarà il tribunale militare (tristemente famoso per la sua parzialità) ad assumersi l'onere dell'inchiesta sulla morte di Manuel.
Inutile dire che se non cambierà la legge cilena sarà praticamente impossibile che il sergente di polizia venga arrestato per omicidio, peraltro di minore.
Ancora una volta ci troviamo dinanzi alla morte di un manifestante, e ancora una volta l'assassino è il poliziotto.
E proprio quest'anno sale a 10 l'anniversario della morte del nostro Carletto...
Chiediamo sempre e solo giustizia uguale per tutti!
Muore minorenne in Bahrein durante manifestazione
Ali Jawad Ahmad al-Shaikh, un ragazzo di 14 anni, è stato ucciso 3 giorni fa nel Bahrein durante una manifestazione pacifica.
La morte del ragazzo è avvenuta per dissanguamento dopo che un gas lacrimogeno lanciato dalla polizia in tenuta antisommossa lo aveva colpito in testa.
Nonostante la manifestazione fosse pacifica e l'ordine formale dal ministro della sicurezza fosse quello di non effettuare operazioni antisommossa contro la folla, numerosi manifestanti e testimoni oculari dell'omicidio riferiscono che le forze dell'ordine si sono comportate in maniera violenta e aggressiva, lanciando lacrimogeni sulla folla a poca distanza.
Dal 1 agosto in Bahrein si susseguono giornalmente le manifestazioni (sempre pacifiche) e la polizia ha sempre risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma, causando feriti ogni volta.
Ma stavolta c'è scappato il morto, e per giunta minorenne.
E vogliamo giustizia.
Notizia diffusa da Amnesty International.
La morte del ragazzo è avvenuta per dissanguamento dopo che un gas lacrimogeno lanciato dalla polizia in tenuta antisommossa lo aveva colpito in testa.
Nonostante la manifestazione fosse pacifica e l'ordine formale dal ministro della sicurezza fosse quello di non effettuare operazioni antisommossa contro la folla, numerosi manifestanti e testimoni oculari dell'omicidio riferiscono che le forze dell'ordine si sono comportate in maniera violenta e aggressiva, lanciando lacrimogeni sulla folla a poca distanza.
Dal 1 agosto in Bahrein si susseguono giornalmente le manifestazioni (sempre pacifiche) e la polizia ha sempre risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma, causando feriti ogni volta.
Ma stavolta c'è scappato il morto, e per giunta minorenne.
E vogliamo giustizia.
Notizia diffusa da Amnesty International.
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