Dieci anni fa a Genova le forze dell'ordine italiane hanno sorpreso il mondo intero effettuando un'escalation di abusi, torture e violenze di ogni tipo contro ogni manifestante che si sono trovati davanti.
Le mille testimonianze, le foto e i video, a migliaia, hanno convinto Amnesty International e non solo a inviare ripetuti appelli al governo italiano affinchè vengano assicurati il rispetto della persona e dei diritti umani anche dalle forze dell'ordine.
Eppure nonostante il mondo intero aborrisca le azioni di carabinieri e polizia in quel giorno, nonostante sia stato provato l'omicidio cruento e corredato di mutilazione al cadavere di Carlo Giuliani, nonostante gli orrori perpetrati dai paramilitari italiani nella Diaz, ancora oggi non si è avuta giustizia.
Ancora oggi non sono in carcere i poliziotti che hanno preso parte a quelle giornate arricchendole di sangue e violenza gratuita.
Ancora oggi la legge italiana non permette l'identificazione dei membri delle forze dell'ordine in azione, e non garantisce un processo equo ed imparziale per essi.
http://www.amnesty.it/italia_polizia_operazione_trasparenza firmate l'appello per Amnesty a questo link per richiedere un cambiamento al governo italiano, per cercare di avere giustizia.
Chiudo con questa immagine trovata sul web, credo che le parole non possano esprimere il mio disprezzo per coloro che non valgono come uomini, e nemmeno come bestie.
Contro la manipolazione mediatica, contro lo stretto controllo operato dai governi verso i sistemi di informazione, per raccontare, rivelare e scoprire idee e notizie. Hope in freedom, forever.
Pagine
Visualizzazioni totali
Visualizzazione post con etichetta appello Amnesty. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta appello Amnesty. Mostra tutti i post
domenica 4 settembre 2011
sabato 3 settembre 2011
Firma appelli online Amnesty
Cliccando sul seguente link http://www.amnesty.it/elenco-appelli-firma-online.html sarete reindirizzati al sito di Amnesty International Italia, che propone di firmare online gli appelli degli attivisti per salvaguardare i diritti umani nei Paesi dove il rispetto di questi è a rischio.
Visita anche tu la pagina, e diventa un attivista online firmando gli appelli e le azioni urgenti.
A volte perdendo 5 minuti potremmo salvare una vita intera.
Visita anche tu la pagina, e diventa un attivista online firmando gli appelli e le azioni urgenti.
A volte perdendo 5 minuti potremmo salvare una vita intera.
venerdì 2 settembre 2011
Firma on-line azione urgente (signature on-line for urgent action)
Il corpo di uno studente attivista baluci è stato ritrovato il 16 luglio, dopo aver trascorso cinque mesi in custodia dei paramilitari e delle Guardie di frontiera. Altri dieci uomini baluci, arrestati nello stesso momento, sono in grave pericolo e rischiano la stessa sorte.
http://www.amnesty.it/pakistan_baluci_rischiano_la_morte
Cliccate sul link sovrastante e firmate l'appello lanciato da Amnesty International per salvare la vita di dieci esseri umani.
Non è un diritto salvarli, è un dovere.
http://www.amnesty.it/pakistan_baluci_rischiano_la_morte
Cliccate sul link sovrastante e firmate l'appello lanciato da Amnesty International per salvare la vita di dieci esseri umani.
Non è un diritto salvarli, è un dovere.
mercoledì 11 maggio 2011
Pena di morte per gli omosessuali in Uganda
Sta per passare in Uganda un disegno di legge che prevede la pena di morte per omosessualità aggravata, la criminalizzazione per chi non denuncia atti omosessuali entro 24 ore, per chi pubblicizza l'omosessualità e persino per chi la difende. In pratica la legge, oltre ad essere assurda quasi da stampo del Terzo Reich, va ad impedire agli attivisti per i diritti umani di difendere le libertà delle persone. Firmate qui http://www.amnesty.it/uganda_legge_antiomosessualita perchè c'è davvero bisogno che qualcuno fermi questo scempio.
martedì 10 maggio 2011
Petizione per liberare giornalista in Cina
Firmate qui http://www.amnesty.it/Cina_Shi_Tao_condannato sul sito di Amnesty International per salvare la vita e la libertà di un giornalista cinese, Shi Tao, condannato a 10 anni per le sue idee politiche contro il regime. Il suo avvocato è stato mandato in esilio, il processo effettuato a porte chiuse, solo dopo 2 anni dall'arresto (avvenuto senza indagini, prove o mandati) ha potuto parlare con un altro essere umano che non sia il suo carceriere.
Ferma il regime. Ferma la follia. Firma per la dignità dell'uomo.
Ferma il regime. Ferma la follia. Firma per la dignità dell'uomo.
giovedì 5 maggio 2011
Siria: a breve embargo di armi
Molti Paesi europei sono già d'accordo riguardo a un vicino embargo di armi per la Siria, cosa chiesta con insistenza da Amnesty in questi ultimi giorni (clicca qui per firmare l'appello di Amnesty http://www.amnesty.it/siria_stop_spargimenti_di_sangue). In questo modo si spera di diminuire il gravissimo costo dei morti di queste settimane e soprattutto di dare un forte segnale al governo siriano.
Ma la notizia incredibile arriva dal blog di uno dei corrispondenti in Siria di Al Jazeera (http://blogs.aljazeera.net/live/middle-east/syria-live-blog-may-5), e cioè che finalmente una commissione europea si sta recando a Deraa per controllare la situazione del rispetto dei diritti umani e dei soprusi effettuati dai soldati sui manifestanti.
Etichette:
Al Jazeera,
Al-Assad,
appello Amnesty,
armi,
blog,
blogger,
embargo,
Siria
Fermiamo lo spargimento di sangue in Siria
Firmate l'appello di Amnesty International qui http://www.amnesty.it/siria_stop_spargimenti_di_sangue per fermare lo spargimento di sangue che sta avvenendo da due mesi a questa parte in Siria.
Da marzo sono morte oltre 400 persone, tutti civili. I manifestanti chiedono libertà e rispetto dei diritti umani e il governo risponde con missili e fucili. Questa è follia.
Per questo Amnesty sta raccogliendo una petizione in tutto il mondo da presentare il 18 maggio alle varie ambasciate siriane nel mondo e allo stesso presidente al-Assad, il dittatore del paese, con l'obiettivo di congelare i fondi del tiranno e dei suoi collaboratori, effettuare un embargo di armi e deferire lo stato siriano alla Corte penale istituzionale.
Aiutaci anche tu, la libertà la meritano tutti.
Da marzo sono morte oltre 400 persone, tutti civili. I manifestanti chiedono libertà e rispetto dei diritti umani e il governo risponde con missili e fucili. Questa è follia.
Per questo Amnesty sta raccogliendo una petizione in tutto il mondo da presentare il 18 maggio alle varie ambasciate siriane nel mondo e allo stesso presidente al-Assad, il dittatore del paese, con l'obiettivo di congelare i fondi del tiranno e dei suoi collaboratori, effettuare un embargo di armi e deferire lo stato siriano alla Corte penale istituzionale.
Aiutaci anche tu, la libertà la meritano tutti.
mercoledì 4 maggio 2011
Petrolio e inquinamento in Nigeria
In occasione dell'assemblea dei soci di Eni in programma domani Roma, Amnesty International parteciperà ad una protesta contro l'inquinamento e a favore della bonifica del Delta del Niger, in Nigeria. Infatti l'Eni agisce nel territorio attraverso un'azienda consociata del posto. Amnesty dichiara inoltre che vi sono violazioni dei diritti umani nella zona del Delta del fiume. Qui l'articolo http://www.amnesty.it/iniziativa-amnesty-in-occasione-assemblea-soci-eni
martedì 3 maggio 2011
Bahrein: manifestanti condannati a morte
Il governo del Bahrein ha condannato a morte 4 manifestanti che nei tumulti dei giorni scorsi hanno ucciso 2 agenti di polizia.
Le autorità del Bahrein hanno la responsabilità di portare davanti alla giustizia chi commette crimini violenti, ma devono anche garantire il diritto a un processo equo e non devono ricorrere alla pena di morte" - ha dichiarato Malcolm Smart, direttore per il Medio Oriente e il Nord Africa di Amnesty International.
E infatti Amnesty International si sta attivando ancora una volta in prima linea per garantire un processo equo agli imputati e per evitare loro la pena di morte. Potete firmare l'appello di Amnesty qui http://www.amnesty.it/bahrein-le-autorita-devono-fermare-esecuzioni-di-manifestanti
Ricordiamoci sempre che la pena di morte è un abominio, che nessuno ha diritto di togliere la vita ad uomo, qualsiasi cosa egli possa aver fatto.
Le autorità del Bahrein hanno la responsabilità di portare davanti alla giustizia chi commette crimini violenti, ma devono anche garantire il diritto a un processo equo e non devono ricorrere alla pena di morte" - ha dichiarato Malcolm Smart, direttore per il Medio Oriente e il Nord Africa di Amnesty International.
E infatti Amnesty International si sta attivando ancora una volta in prima linea per garantire un processo equo agli imputati e per evitare loro la pena di morte. Potete firmare l'appello di Amnesty qui http://www.amnesty.it/bahrein-le-autorita-devono-fermare-esecuzioni-di-manifestanti
Ricordiamoci sempre che la pena di morte è un abominio, che nessuno ha diritto di togliere la vita ad uomo, qualsiasi cosa egli possa aver fatto.
Iscriviti a:
Post (Atom)