Contro la manipolazione mediatica, contro lo stretto controllo operato dai governi verso i sistemi di informazione, per raccontare, rivelare e scoprire idee e notizie. Hope in freedom, forever.
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lunedì 26 settembre 2011
Ecco il coraggio
A questo ragazzo va tutta la mia stima, perchè non bisogna avere mai paura di rispondere ai padroni. Perchè i padroni non esistono, e siamo in un Paese almeno in teoria libero, dove il diritto a manifestare e la legittima difesa sono diritti tutelati dalla Costituzione. A.C.A.B.
sabato 3 settembre 2011
Muore minorenne in Bahrein durante manifestazione
Ali Jawad Ahmad al-Shaikh, un ragazzo di 14 anni, è stato ucciso 3 giorni fa nel Bahrein durante una manifestazione pacifica.
La morte del ragazzo è avvenuta per dissanguamento dopo che un gas lacrimogeno lanciato dalla polizia in tenuta antisommossa lo aveva colpito in testa.
Nonostante la manifestazione fosse pacifica e l'ordine formale dal ministro della sicurezza fosse quello di non effettuare operazioni antisommossa contro la folla, numerosi manifestanti e testimoni oculari dell'omicidio riferiscono che le forze dell'ordine si sono comportate in maniera violenta e aggressiva, lanciando lacrimogeni sulla folla a poca distanza.
Dal 1 agosto in Bahrein si susseguono giornalmente le manifestazioni (sempre pacifiche) e la polizia ha sempre risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma, causando feriti ogni volta.
Ma stavolta c'è scappato il morto, e per giunta minorenne.
E vogliamo giustizia.
Notizia diffusa da Amnesty International.
La morte del ragazzo è avvenuta per dissanguamento dopo che un gas lacrimogeno lanciato dalla polizia in tenuta antisommossa lo aveva colpito in testa.
Nonostante la manifestazione fosse pacifica e l'ordine formale dal ministro della sicurezza fosse quello di non effettuare operazioni antisommossa contro la folla, numerosi manifestanti e testimoni oculari dell'omicidio riferiscono che le forze dell'ordine si sono comportate in maniera violenta e aggressiva, lanciando lacrimogeni sulla folla a poca distanza.
Dal 1 agosto in Bahrein si susseguono giornalmente le manifestazioni (sempre pacifiche) e la polizia ha sempre risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma, causando feriti ogni volta.
Ma stavolta c'è scappato il morto, e per giunta minorenne.
E vogliamo giustizia.
Notizia diffusa da Amnesty International.
venerdì 26 agosto 2011
16enne cileno ucciso dalla polizia durante scontri
Al termine di 48 ore consecutive di scontri tra i manifestanti operai scioperanti e la polizia a Santiago del Cile, ieri notte Manuel Gutierrez, ragazzo di 16 anni, è morto in seguito a un colpo di arma da fuoco che lo ha colpito nel petto.
Le forze di polizia (come al solito, dunque) negano sfacciatamente le loro colpe.
Che schifo.
http://ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/08/26/visualizza_new.html_731560888.html
Le forze di polizia (come al solito, dunque) negano sfacciatamente le loro colpe.
Che schifo.
http://ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/08/26/visualizza_new.html_731560888.html
martedì 10 maggio 2011
80 morti in Sudan
Oggi 80 persone sono morte in seguito agli scontri nel sud del Sudan, una zona che a luglio diverrà indipendente.
Le violenze si sono consumate tra civili, polizia e ribelli.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/05/10/visualizza_new.html_871845651.html
Le violenze si sono consumate tra civili, polizia e ribelli.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/05/10/visualizza_new.html_871845651.html
domenica 8 maggio 2011
9 morti in Libia
Oggi le forze di Gheddafi hanno ucciso 9 ribelli e ne hanno feriti altri 50 nella città di Ajdabiya, a sud ovest di Tripoli.
Inoltre le truppe del rais hanno attaccato la remota città di Jalu, nel deserto, importante per il petrolio.
Inoltre le truppe del rais hanno attaccato la remota città di Jalu, nel deserto, importante per il petrolio.
mercoledì 27 aprile 2011
453 vittime in Siria
Sono 453 le vittime finora in Siria uccise da polizia e esercito in seguito alla repressione effettuata dal governo contro i manifestanti che invadono le piazze del paese.
L' Ondus, osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, dichiara di avere alla mano i nomi di tutte le vittime di questo massacro.
Intanto l'UE e l' ONU decidono di prendere sanzioni contro il paese in questione, sempre e comunque appoggiato da tutti gli Stati arabi ancora sotto una forma di dittatura.
Ancora una volta ci troviamo di fronte al mancato rispetto dei diritti umani in un paese dove anche respirare è un rischio e le libertà sono qualcosa di impossibile da avere.
L' Ondus, osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, dichiara di avere alla mano i nomi di tutte le vittime di questo massacro.
Intanto l'UE e l' ONU decidono di prendere sanzioni contro il paese in questione, sempre e comunque appoggiato da tutti gli Stati arabi ancora sotto una forma di dittatura.
Ancora una volta ci troviamo di fronte al mancato rispetto dei diritti umani in un paese dove anche respirare è un rischio e le libertà sono qualcosa di impossibile da avere.
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